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Bianca Bruno e la sua partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino (13 maggio 2018)

Il Salone del Libro è attesa, l’attesa di un bando che non sai sei vincerai. È tornare indietro nel tempo, a quando eri ad un passo da quella Puglia che tanto ami e che ancora di più ti fa soffrire.

Ho vissuto i giorni precedenti al Salone in un mix di trepidaziSALONELIBROBIANCAne e angoscia, sentimenti contrastanti che fanno stare la tua anima sempre sul chi va là, nella speranza che il futuro possa riservarti qualcosa di buono. Ma quando sono entrata in quello stand, quello della Puglia, in un attimo mi è sembrato che la mia terra fosse racchiusa in quei trenta metri quadri a distanza di ottocento chilometri.

C’erano i colori del mare, il giallo dei nostri campi in agosto, il verde del Tavoliere, il viola dei nostri acini d’uva. C’era la claque dei compaesani, gli accenti che si mescolavano in un melting pot territoriale e generazionale. C’era il suono del vento che soffia attraverso le sale dei nostri palazzi, il maestrale che ti sfiora sulla costa. Le parole: erano appese su cartelli A3, raccontavano di quello che siamo, della nostra terra, della bellezza che si porta dentro e fuori.

Ogni tanto riesco a dimenticarlo. Mi sfugge per un attimo quel pensiero e cancello dalla mia mente i rumori di quei quattrocento chilometri, dimentico la differenza tra il rumore del mare che si infrange sugli scogli nelle sere d’inverno e di quello che si unisce al bagnasciuga silenzioso, nelle mattine di agosto alle sei.

Il salone me lo ha ricordato: in quell’agglomerato di persone così diverse che con la curiosità di un bambino guardano il mondo circostante, mi ha ridato la consapevolezza delle mie radici, del luogo da cui provengo.

Per questo sono grata, ad una città che mi ha accolta con una pioggia incessante, perché ha saputo racchiudere in cinque padiglioni il mondo intero, concedendo ad ognuno lo spazio che meritava, permettendo alle sinapsi di sviluppare il ricordo del passato, la progettualità del futuro e l’immediatezza del qui e ora. Per questo sono grata alla Puglia, e al Teatro Pubblico Pugliese, per avermi dato l’opportunità di esserne parte non solo da spettatrice, ma da protagonista.
Bianca Bruno, autrice di Notte mamma, se mi vuoi abbracciare sei davvero gentile

bianca e annalisa

Lo scorso 13 maggio Bianca Bruno, insieme ad Annalisa Imperiale, era al Salone Internazionale del Libro di Torino per presentare il suo libro ‘Notte mamma, se mivuoi abbracciare sei davvero gentile’ presso lo Stand della Regione Puglia. Quelle che avete letto sono le sue riflessioni a distanza di alcuni giorni dalla presentazione resa possibile anche grazie alla disponibilità del Teatro Pubblico Pugliese.

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edizioni fogliodivia è stata mappata. Ma è una bella mappatura. Perchè dopo essere stati contattati siamo finiti sul sito di Puglia Letteraria – L’industria Letteraria pugliese, lo studio rivolto a documentare e analizzare i più recenti sviluppi dell’industria culturale pugliese, con specifica attenzione per l’industria letteraria e il mondo del libro. 28058603_1003381533145769_8565057752801882616_nL’ambito di ricerca riguarda tutte le realtà del territorio pugliese strettamente legate alla produzione, diffusione e promozione della cultura letteraria.

Il progetto, infatti, intende operare una mappatura di quanto avviene in Puglia in questo particolare settore e allo stesso tempo portare avanti un’analisi delle sue specificità rispetto ad altre realtà nazionali e internazionali. La ricerca è sviluppata dal Dipartimento di Studi Umanistici (DISUM) dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro che ha pensato di inserire edizioni fogliodivia nella categoria Editori. Insomma, in mezzo a tanti editori seri pugliesi ci siamo anche noi. Cosa ci facciamo la? Grazie a Giorgio Nisini per averci coinvolti.

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Il Perù va ai mondiali di calcio e “Diario peruviano” arriva a Foggia. Coincidenza o riti sciamani? Qui Roberto d’Amato ci cova

Il 16 novembre 2017 è un data che gli amanti del Perù devono appuntare bene nella mente. Perché a Lima la Blanquirroja centra la sua quinta qualificazione ai campionati del mondo di calcio in programma in Russia il prossimo anno battendo per 2- 0 la Nuova Zelanda nella seconda gara dei play-off. mondodiarioQuello che non è riuscito alla nazionale italiaòna, dunque, è riuscito ai giocatori guidati da Ricardo Gareca che dopo 35 anni torneranno a calpestare i campi di calcio di un palcoscenico mondiale. Ma la data del 16 novembre 2017 non va ricordata solo per questo insperato evento sportivo.

Lo sa bene Roberto d’Amato che probabilmente avrà pensato ad un anticipato “pesce d’aprile” quando si è visto arrivare – via whatsapp – la foto che certificata il reale arrivo di “Diario peruviano”, il libro che da un po’ di tempo edizioni fogliodivia aveva in mente di pubblicare. Ebbene, neanche a farlo apposta, lo scatolone contenente il racconto di Roberto sulla sua esperienza di Servizio Civile Internazionale in Perù, è arrivato proprio nel giorno della qualificazione alla Coppa del Mondo della nazionale peruviana. Per garantirsi i buoni auspici della provvidenza e della buona sorte, pare che non siano prima del match giocato a Lima anche i riti scaramantici e propiziatori inscenati da un folto gruppo di sciamani, giunti da ogni angolo del Paese per esibirsi poche ore prima del calcio d’inizio davanti al recinto dello stadio con tanto di fuochi e serpenti. Noi non sappiamo se anche Roberto abbia avocato gli sciamani per far materializzare dopo tanto tempo le pagine del suo libro, fatto sta che “Diario peruviano” è davvero arrivato. E nel giro di pochi giorni sarà possibile acquistarlo in diverse librerie (di Foggia e non solo), sulle piattaforme on-line e dal nostro sito. Che la festa del Perù abbia inizio.

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Foggia, il 4 novembre torna la ’Notte dei senza dimora’ per parlare di povertà ed emarginazione. Reading letterario con le storie di ‘Binario Zero’

Una serata di festa, di condivisione, di riflessione. Una serata per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni locali sul tema della povertà estrema e dell’emarginazione sociale. La ‘Notte dei senza dimora’ anche quest’anno vuole essere l’occasione ideale per attirare l’attenzione della comunità sul mondo dei senza fissa dimora, italiani e migranti, che per i motivi più diversi dormono all’addiaccio, nei dormitori, nei ripari di fortuna. Perdita del lavoro, separazione dal proprio coniuge, gioco d’azzardo, disagio sociale. Sono solo alcune delle cause che costringono uomini e donne alla vita di strada, all’isolamento, alla fragilità.  LANOTTEDEISENZADIMORA‘La Notte dei senza dimora’ – organizzata per l’undicesimo anno dall’associazione di volontariato Fratelli della Stazione, dal giornale di strada ‘FogliodiVia’ e dagli Avvocati di Strada di Foggia – è soprattutto un modo per stare insieme e fare festa insieme ai poveri ed i senza dimora che i volontari incontrano la sera durante il servizio che svolgono nei pressi della stazione ferroviaria. Sarà anche un’occasione per raccogliere coperte, sacchi a pelo, indumenti – da distribuire ai senza fissa dimora – ed asciugamani e lenzuola – da donare al dormitorio allestito presso la parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori che dà accoglienza a 25 persone.

Sabato 4 novembre 2017, dunque, dalle ore 20 alle 24, i volontari saranno alla stazione di Foggia, nel piazzale Vittorio Veneto, con banchetti di pizza e bevande calde, testimonianze, musica e spettacoli con e per chi vive per strada. Alle ore 20.30 è previsto il reading dell’attore e regista Pino Casolaro, dell’Officina Teatrale/Teatro dell’accorgersi, che reciterà alcuni passi tratti dal libro ‘Binario Zero. Storie da Foglio di Via’. A seguire, diversi momenti di animazione musicale: rapper con Gambit e Dathys della s.p.a.d crew, Chaba e Patrisio de Compostela; beatbox: con Stewie e Cosmin. Saranno accese, inoltre, delle candele per ricordare i tanti senza fissa dimora morti nel silenzio negli ultimi anni, mentre nel pomeriggio sul viale della stazione ci sarà una piccola installazione con delle sagome che riproducono la presenza dei senza fissa dimora per le strade della città.

Nel corso della serata, infine, sarà anche distribuito il nuovo numero di ‘Foglio di Via’, il giornale di strada dalla parte dei poveri. In questo numero, il giornale edito dall’associazione Fratelli della Stazione ricorda al sindaco Franco Landella che nel suo programma elettorale, nella sezione riservata al tema della Sicurezza, scriveva in riferimento ai problemi legati al quartiere ferrovia: «Una risposta a questo disagio sociale rende necessaria l’istituzione di un Centro Diurno per senza dimora, i quali, in questo modo, avrebbero un punto di riferimento distante dal consueto quartiere Ferrovia, all’interno del quale trascorrere il proprio tempo in maniera produttiva, ad esempio seguendo corsi di alfabetizzazione italiana al fine di compiere così una piena e concreta integrazione». A distanza di tre anni, però, non c’è traccia del Centro Diurno per senza dimora, né sono state fornite dal primo cittadino risposte a riguardo. Prendere in carico una persona, seguirla quotidianamente, aiutarla nell’accesso ai servizi, accompagnarla nei percorsi di incontro fra offerta e domanda di lavoro, metterla in “rete” con i vari servizi presenti sul territorio, invece potrebbe rappresentare l’unica risposta concreta per cercare di contrastare il fenomeno dell’emarginazione sociale, dell’invisibilità.